domenica 14 ottobre 2012

Vecchi leoni & giovani promesse

Da quando sto gestendo il blog, quando partecipo ad una maratona, oltre alle solite preoccupazioni legate alla gara (che abbigliamento devo indossare, che tempo farà oppure chissà se avrò dei problemi ecc.), un altro assillo mi tormenta: su cosa scriverò il post riguardante la maratona, in modo che non sia il solito racconto (tipo di percorso, media tenuta, contenuto del pacco gara e cose simili). Credo che il racconto di fatti personali o fatti conosciuti da tutti non invoglino a leggere il post, oppure che questo non venga letto fino in fondo.
Per raccontare Lake Garda Marathon, giunta alla sesta edizione, avrei potuto descrivere il bel panorama che ci ha accompagnato per tutta la gara (beh, a parte qualche galleria), oppure la perfetta chiusura delle strade al traffico (a parte la presenza nei primi chilometri di numerose e fastidiose moto di servizio... con qualche intruso).
Avrei potuto dire che nel pacco gara l’articolo tecnico era “made in Italy” (che altre maratone prendano esempio!). Ecco cosa avrei potuto dire, certo avrei descritto con più particolari i punti sopraccennati ed “allungando il brodo” avrei terminato il post. Compito fatto!
Opppsss... le cose le ho dette comunque. Tutto qui? Certo che no!
Ormai sono giunto al punto che le idee viaggiano più veloci delle mie gambe.
Runners Bergamo alla partenza
Verso il 18° chilometro incontro Gianfranco e Gaetano. Come al solito viaggiano in coppia, chiacchierando amichevolmente. Ecco l’idea! Il post potrebbe riguardare questi due miei amici. Sono anni che ci conosciamo e che ci stimiamo. Gaetano fino all’ “altro ieri” è stato un bell’atleta, nel senso che mi arrivava sempre davanti. Non ha mai fatto pesare questa sua superiorità, anzi spesso quando mi sorpassava era l’occasione per fare assieme qualche chilometro e parlare del più e del meno. Così si è instaurato un rapporto che, nel tempo, è andato ben aldilà del semplice rapporto che si ha con molti compagni di corsa. È diventato infatti un rapporto di vera e sentita amicizia. Poi una volta ha deciso di raccogliere ciliegie e da allora le parti si sono invertite...
Se Gaetano mi precedeva sempre, Gianfranco era nelle classifiche sempre dietro. Questo non vuol dire che io andavo più forte, era lui che andava più piano!
Gianfranco & Gaetano
in azione!
Gianfranco è noto nell’ambiente delle maratone soprattutto per le sue qualità organizzative: poche sono le maratone nei dintorni di Bologna che non lo vedano protagonista in veste di organizzatore. Sempre disponibile a trovare soluzioni che mettono in primo piano l’uomo ed in secondo piano l’atleta; questa attenzione al giorno d’oggi è merce rara!
Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con loro (ottima scusa per tirare il fiato), li ho “lasciati sul posto” (vale anche qui il discorso già fatto in precedenza: non io che vado forte, ma loro che vanno piano!). Il fatto di averli alle spalle mi ha tranquillizzato: sapevo che se avessi avuto dei problemi, gli amici mi avrebbero “portato” fino all’arrivo.
Il titolo del post che avevo deciso in quel momento era “Vecchi leoni”.
Ma la gara era ancora lunga; si era solo alla mezza. 
Corro in solitaria su tutta la pista ciclabile, ma già da diversi chilometri ho un punto di riferimento a circa 200/300 metri davanti a me: un gruppo di quattro atleti (tre ragazze e un “ex-ragazzo”). Abbiamo la stessa velocità di crociera e questo mi aiuta per non cedere alla tentazione di camminare. Anzi, forse sono leggermente più veloce e recupero quel centinaio di metri, che però regolarmente perdo ai punti di ristoro. Essi, a differenza di me, non si fermano. Per cui, passato il ristoro, tutto da rifare. Per me diventa quasi un gioco. A due terzi della maratona la compagnia diventa “stabile”. Si corre quasi assieme. L’uomo indica ad alta voce il numero del chilometro indicato dal cartello... 29, 30,... 34! Questo fa sì che le ragazze prendano più fiducia e la loro corsa sembra ravvivarsi.
Giulia, Francesca
e... la medaglia!


Purtroppo al penultimo ristoro il gruppetto si spezza. L’uomo ed una ragazza rallentano e piano piano si staccano. Raggiungo le “due fuggitive” che mi dicono essere alla loro prima maratona. Può forse “Sir Marathon” lasciarle al loro destino? Certo che no. Iniziamo così a parlare e scopro che una delle due, Giulia, ha più o meno l’età della mia prima figlia e la seconda, Francesca, è mamma di una bambina che si chiama Sara, proprio come mia figlia. Parlando, i chilometri si accorciano. Beh, forse no, diciamo che non si pensa più alla stanchezza e i chilometri sono (sembrano) meno pesanti.
Franco e Maria:
è finita!

Quaranta! Ultimo ristoro, ultima salita. Le ragazze prendono il volo e dopo poco tagliano il traguardo della loro prima maratona. 4h30’ il tempo preventivato; 4h 29’ 31” il tempo ottenuto.
Foto di rito, con medaglia. Tutto finito? Per loro ancora no! Sono felici per il traguardo raggiunto, ma non felicissime: manca una di loro. Il loro trionfo sarà completo quando anche la terza compagna, Maria, anche lei alla sua prima maratona, avrà tagliato il traguardo. I minuti passano lenti; traspare nei loro volti qualche preoccupazione nel non vedere la loro compagna.
Sicuramente nelle loro menti passa qualche brutto pensiero.
No, no! Ecco Maria Ausilia al traguardo, passato il quale l’abbraccio liberatorio con Franco, il loro mentore, scaccia tutta la stanchezza.
Alla prossima, ragazze!
Eh, sì! Ora è proprio finita!











Quello che mi spiace è che il titolo del post non sarà solo per Gianfranco e Gaetano; infatti il nuovo titolo sarà ... (ma questo l’avete già letto!).


Lacrime e sorrisi: questa è la MARATONA!
© Foto Fausto Dellapiana 2012

4 commenti:

  1. Leggo con piacere il racconto di ieri. Abbiamo condiviso i chilometri fino al bivio 30/42 (eravamo i 3 canarini di Garda Running). Anche con le tre ragazze ho condiviso qualche chilometro, persone spiritose e spassose che volevano le seguissimo sui 42. Peccato le mie gambe potessero portarmi "solo" a chiudere la mia prima 30 km. Alla prossima. Michele.

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  2. Ciao Fausto...ops Sir Marathon,

    che onore essere nel tuo blog........e che onore aver fatto gli ultimi km con te.
    Avrò un bellissimo ricordo della mia prima maratona, voluta e sudata...
    Un abbraccio a te che continuerò a seguire nel tuo blog e al mitico Franco e le splendide amiche di "avventura" Francesca e Ausi (Maria).
    ....ah dimenticavo anche un saluto al miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiittttttttttttico canarino MIchele e alla sua prossima e prima maratona.

    Ciao Sir,
    spero proprio di incontrarti durante le nostre prossime avventure....un bell'esempio di come ci si puo' emozionare anche dopo la seconda ; )

    A presto.

    Giulia
    PS quando vorrai accetteremo volentieri le tue preziosisissime (per noi) foto.

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  3. Grazie sir marathon sono la ragazza che è rimasta indietro,Maria in realtà il mio nome è Maria Ausilia. E' stata una emozione leggere quello che ha scritto su di noi, capitano incontri così belli che donano emozioni così grandi! Ti ho visto durante tutto il tragitto tutte le volte che mi sei passato accanto mi avevano colpito i tuoi capelli lunghi, e ti ho visto quando mi hai sorpassato l'ultima volta al 37 km e ti sei girato verso di me e mi hai guardato per incoraggiarmi. Ma sai com'è ... il sangue non è acqua ed il mio cognome è "gambacorta". Il mio è stato comunque un successo perchè solo da poco mi sono avvicinata a questo splendido sport. Alla Prossima Sir! maria ausilia gambacorta

    ps: voglio le foto perchè sono bellissime

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    Risposte
    1. Complimenti a Franco,Giulia,Francesca,e Maria per la maratona.
      Saluti, Fabrizio

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